Eduardo Chillida è stato uno degli artisti baschi più influenti del secolo scorso, noto per le sue colossali sculture pubbliche. I suoi studi in campo artistico si rivolsero alla luce, al paesaggio, alle relazioni spaziali tra lo spazio vuoto e quello pieno. Chillida ha lavorato inizialmente con gesso e pietra, per poi concentrarsi su ferro, legno e acciaio. Materiali che rappresentano le tradizioni basche nell’industria, nell’architettura e nell’agricoltura.





Negli anni ’50 Eduardo Chillida ha iniziato a mostrare interesse per la progettazione grafica e ha cominciato a produrre incisioni, litografie e serigrafie. La grafica è stata una parte importante della sua produzione artistica. Gli ha permesso di continuare a sperimentare e sviluppare il suo interesse per la forma e per lo spazio. Le sue opere grafiche sono tutte caratterizzate dall’uso del bianco e del nero, e dal contrasto tra pieno e vuoto.



Con le classi terze, a fronte dello studio dell’arte astratta del Novecento, abbiamo studiato le incisioni di Chillida. Trasposizione grafica delle sue sculture, caratterizzate da forme geometriche e curvilinee, da intrecci, da pieni e da vuoti, dall’alternanza di spazi bianchi e neri.
Ovviamente non era possibile realizzare delle incisioni, così per simulare l’effetto delle litografie ho optato per dei collage, partendo proprio dal concetto pieno/vuoto tanto caro a Chillida. Ispirati quindi dalle opere grafiche, gli alunni hanno studiato la loro personale composizione. Per dare una maggiore densità alla superficie abbiamo lavorato su più livelli di carta, incollati uno sull’altro: una base di cartoncino bianco, della carta velina stropicciata, e poi il disegno astratto, ritagliato e dipinto di nero con colori a tempera. Sotto, trovate il risultato delle nostre personali composizioni grafiche.









