Nel 1962, e per i dodici anni successivi, Jean Dubuffet realizzerà la serie degli Hourloupe, il ciclo di opere più lungo e originale realizzato dall’artista. La serie comprende pitture, disegni, assemblaggi, sculture, costruzioni, tutti caratterizzati dall’utilizzo di solo tre colori: rosso, blu e bianco, disposti in linee fluide delimitate da campi di colore pieno e spazi tratteggiati. Una sorta di scrittura-pittura automatica, un groviglio di segni casuali e irregolari, intrecciati su se stessi, che diventeranno il marchio distintivo dell’artista. Segni tanto nuovi ed originali da portare Dubuffet alla ribalta internazionale.
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Con le classi prime abbiamo approfondito lo studio della linea come elemento fondante del disegno, capace con le sue semplici caratteristiche – linea spezzata, retta, curva, tratteggiata – di costruire ed evocare forme di ogni genere. Una linea può definire un cielo, può dare profondità ad un paesaggio, può creare volume, può esprimere un’emozione o semplicemente definire sé stessa come ente astratto attraverso esercizi sul segno e sul gesto. Quello che però mi interessava era far comprendere agli alunni come si possa definire un oggetto solo con l’uso delle linee.